Pelle Bovina: la Razza Cambia il Prodotto
Ti sei mai chiesto perché una borsa di lusso sia così morbida al tatto, mentre un paio di scarponi da montagna sembri indistruttibile? La risposta non sta solo nella lavorazione,…
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Cosa accomuna un paio di sandali rinvenuti tra le ceneri di Pompei e una borsa di lusso che sfila a Milano? La risposta è nel DNA della concia italiana: un…
Esiste molta confusione nel mondo della moda e del design. Tra termini di marketing accattivanti e nuove sensibilità ambientali, spesso il consumatore si trova smarrito. Oggi vogliamo fare un po’…
La pelle segue molte fasi di lavorazione prima di assumere la sua forma finale. Alcune caratteristiche come la morbidezza, la resistenza meccanica e il colore sono preparate durante le fasi di concia, riconcia e tintura. Ma è la rifinizione, la fase finale della lavorazione che le conferisce l’aspetto e le caratteristiche definitive, che dà alla pelle l’aspetto e la resistenza per l’utilizzo per cui è stata pensata.
La pelle pieno fiore è un pellame la cui grana non è stata alterata, tranne che per la rimozione del pelo, mantenendo i tratti originali del manto dell’animale.
La pelle bovina intera può essere tagliata lungo la colonna vertebrale o nella sua metà orizzontale, ottenendo così parti per diversi utilizzi.
Esistono varie tipologie di conce, ma le più utilizzate sono quella al vegetale e quella al cromo. L’80% delle pelli conciate al mondo sono conciate al cromo
Un importante intervento di restauro e valorizzazione consentirà ai visitatori di Pompei di accedere all’area della grande conceria della Regio I, il più grande ed antico impianto artigianale per la lavorazione delle pelli rinvenuto nella città antica.
La nuova piattaforma Mipel, attiva da oggi 23 Marzo fino a metà Luglio, permetterà ad aziende espositrici e buyers di immergersi in un mondo tutto digitale.
Il Decreto Pelle è finalmente in vigore. Niente più utilizzo dei termini ecopelle, vegan leather o simili.