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Esiste molta confusione nel mondo della moda e del design. Tra termini di marketing accattivanti e nuove sensibilità ambientali, spesso il consumatore si trova smarrito. Oggi vogliamo fare un po’ di ordine: parleremo della vera essenza della pelle, smaschereremo il mito della “pelle vegana” e scopriremo perché la concia al vegetale è, ancora oggi, una scelta insuperabile.

1. Il Mito della “Pelle Vegan”: Attenzione alle Parole

Diciamolo chiaramente: la pelle vegana non esiste. Per legge (e per logica), il termine “pelle” o “cuoio” può essere riferito esclusivamente a prodotti di origine animale. Quando senti parlare di “pelle vegana”, ti trovi davanti a un ossimoro. Nella maggior parte dei casi, quello che stai acquistando è plastica.

  • Materiali Sintetici: Spesso si tratta di PU (poliuretano) o PVC (cloruro di polivinile). Sono derivati dal petrolio, difficili da riciclare e tendono a deteriorarsi rapidamente.
  • Derivati Vegetali: Esistono alternative create da scarti di mele, arance, funghi o ananas. Sebbene siano innovativi, spesso vengono miscelati con resine plastiche per garantirne la tenuta.
  • La legge parla chiaro: In Italia, la Legge n. 1112/1966 (e successive integrazioni) tutela l’uso dei termini “pelle” e “cuoio” proprio per garantire trasparenza ed evitare che materiali sintetici vengano spacciati per ciò che non sono.

2. Un’Industria del Recupero: Etica e Sostenibilità

Contrariamente a quanto si pensa, l’industria conciaria non uccide animali per la pelle, a differenza delle pellicce. Le concerie agiscono come grandi riciclatori dell’industria alimentare.

Se non venissero conciate, le pelli di bovini e ovini (scarti della macellazione per il consumo di carne) dovrebbero essere smaltite come rifiuti speciali con costi ambientali ed economici altissimi. Poiché il consumo di carne nel mondo è quintuplicato dagli anni ’60 ad oggi (raggiungendo 330 milioni di tonnellate nel 2017, dati BBC), il ruolo della conceria è fondamentale per un’economia circolare reale.

Ecopelle vs Similpelle: Non sono la stessa cosa!

Spesso usati come sinonimi per errore, indicano realtà opposte:

  • Similpelle: Materiale sintetico (plastica) che imita l’aspetto della pelle.
  • Ecopelle: È vera pelle animale, ma prodotta seguendo la norma UNI 11427:2011 che certifica un ridotto impatto ambientale durante il processo produttivo.

Purtroppo molto spesso i rivenditori chiamano “ecopelle” anche la “similpelle”, perché il prefisso “eco” è più efficace a livello di marketing, proprio per la confusionale crea al consumatore meno esperto o disattento.

3. Il Cuore della Tradizione: La Concia al Vegetale

In precedenza abbiamo già parlato della storia della concia ( trovate l’articolo qui: https://www.pellamiesposito.it/blog/lifestyle/__viaggionellastoria/ ) e della concia in generale, soffermandoci però più su quella al cromo ( trovate l’articolo qui https://www.pellamiesposito.it/blog/amici-per-la-pelle/la-concia-della-pelle/ ). Soffermiamoci adesso sulla concia al vegetale.

Se la concia al cromo è la regina della rapidità (ideale per l’industria moderna), la concia al vegetale è la regina della qualità e della sostenibilità.

Cos’è il Tannino?

È l’ingrediente magico. I tannini sono sostanze naturali che troviamo nel vino, nel tè e in molte piante. Nella concia al vegetale si possono trovare sia pellami nel loro colore “naturale”, di solito beige o marroncini, o anche colorati, ma in entrambi i casi il cuoio mantiene il suo carattere ed è immediatamente distinguibile rispetto ad una normale pelle all’olfatto, al tatto e alla vista. Tutti i tannini donano alla pelle un colore con tonalità del marrone, più o meno intenso e una fiamma diversa a seconda della pianta di provenienza. Si va da un colore beige chiaro utilizzando i vari tipi di mimosa, ad un beige marrone più rossastro con l’uso del quebracho, fino ad un più marrone intenso con l’utilizzo della buccia di castagna. Spesso si fa un “cocktail” dei vari tannini per ottenere quello che si vuole.

Perché sceglierla?

  1. Ipoallergenica: Essendo priva di metalli pesanti (come il cromo), è perfetta per chi soffre di allergie o dermatiti.
  2. Ecosostenibile: Gli scarti della lavorazione (i fanghi) diventano laterizi per l’edilizia, e a fine vita il prodotto è biodegradabile e può diventare fertilizzante.
  3. Migliora col tempo: La pelle al vegetale non invecchia, evolve. Assorbe le tracce del nostro vissuto, scurisce e acquista una “patina” unica.
  4. E’ facilmente personalizzabile con le più svariate tecniche: incisioni, stampe, colorazioni ecc..
  5. Raggiunge spessori elevati, fino a 6 millimetri, che altre conce non possono raggiungere.
  6. E’ un’eccellenza del “Made In Italy” .

Fra i principali svantaggi abbiamo:

● Gamma di colori più limitata.

● Prezzo di vendita superiore rispetto ad altri trattamenti a causa delle materie prime più costose e della lunghezza e complessità del processo di lavorazione.

4. Come nasce il Cuoio: Il Processo Produttivo

I processi produttivi di una pelle conciata al vegetale sono più tutt’oggi lunghi e complessi rispetto alla concia al cromo e possono essere suddivisi in due grandi parti: le lavorazioni “a umido” e lavorazioni “a secco”. La lavorazione “a umido” comprende tutte le fasi in cui è coinvolta l’acqua, invece la lavorazione “a secco” si riferisce alle fasi di rifinizione e asciugatura.

Fase 1: La Riviera (Preparazione)

Chiamata così perché anticamente avveniva lungo le rive dei fiumi (rivière). Comprende:

  • Rinverdimento: La pelle salata viene reidratata.
  • Calcinaio e Depilazione: Si rimuove il pelo e si preparano le fibre.
  • Scarnatura: Si eliminano i residui di grasso.
  • Decalcinazione e Piclaggio: Si abbassa il pH per permettere ai tannini di penetrare.

Fase 2: Concia e Riconcia

Qui avviene la trasformazione.

  • Un tempo: Si usava la concia lenta in vasca, dove le pelli restavano immerse anche per 3 mesi.
  • Oggi: Si usa il bottale (una sorta di grande lavatrice). Il movimento rotatorio permette ai tannini e agli oli di penetrare in 36-48 ore, ottenendo un cuoio più flessibile.

Fase 3: Asciugatura e Rifinizione

Una volta uscita dal bottale, la pelle è umida. Dopo l’asciugatura, viene ammorbidita meccanicamente e rifinita. Il risultato è il Crust: un pellame stabile e pronto per essere personalizzato con incisioni, stampe o colorazioni a mano.

ATTENZIONE: Qual’è la differenza tra cuoio, pelle e vacchetta?

Nel mondo della pelletteria c’è spesso un po’ di confusione terminologica. Sebbene nel linguaggio comune si usino come sinonimi, tecnicamente indicano concetti diversi basati sulla lavorazione, sullo spessore e sulla destinazione d’uso.

Pelle (o Pellame)

È il termine più generico. Si riferisce alla pelle animale che ha subìto il processo di concia, che la rende imputrescibile e flessibile.

  • Caratteristiche: È morbida e sottile.
  • Uso: Viene usata per abbigliamento (giacche, guanti), fodere, borse leggere e calzature eleganti.
  • Origine: Può derivare da qualsiasi animale (bovino, ovino, caprino).

Cuoio

Tecnicamente, il cuoio è una pelle bovina sottoposta a una concia più intensa (spesso al vegetale) che la rende rigida, spessa e molto resistente.

  • Caratteristiche: Ha una struttura compatta.
  • Uso: Suole delle scarpe, cinture spesse, selleria, finimenti o elementi d’arredo che devono mantenere la forma.
  • Curiosità: In Italia, il termine “cuoio” viene spesso usato per indicare prodotti di alta qualità artigianale.
groppone naturale 4 mm
groppone naturale 4 mm

Vacchetta

La vacchetta è un tipo specifico di pelle bovina, simbolo della tradizione toscana, conciata esclusivamente al vegetale (usando tannini estratti da cortecce come castagno o mimosa).

Segni particolari: Ha un profumo inconfondibile di legno e terra.

Caratteristiche: Non viene verniciata con pigmenti coprenti, quindi è “viva”. La sua caratteristica principale è che invecchia con il tempo, scurendosi e diventando più bella con l’esposizione al sole e l’uso.

Uso: Borse classiche, portafogli e piccola pelletteria artigianale.

5. Sintesi: Quale scegliere?

CaratteristicaConcia al CromoConcia al Vegetale“Pelle” Vegan (Sintetica)
OrigineAnimaleAnimalePetrolchimica (Plastica)
Tempo di prod.24-48 oreSettimane/MesiIndustriale rapido
Impatto Amb.Moderato (se gestito)Molto Basso / CircolareAlto (microplastiche)
DurataAltaEternaBassa (tende a spellarsi)
OdoreNeutroProfumo di tanninoOdore di plastica

In conclusione

Che tu lo chiami vacchetta, cuoio naturale o crust, il prodotto della concia al vegetale rimane un’eccellenza del Made in Italy. È un materiale vivo, sicuro per la pelle e rispettoso dell’ambiente. Scegliere la vera pelle significa investire in un oggetto che non dovrai buttare l’anno prossimo, ma che diventerà parte della tua storia.

Vuoi scoprire come riconoscere al tatto una vera pelle al vegetale rispetto a una sintetica? Chiedimelo nei commenti e ti svelerò i trucchi del mestiere!

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